Il tango ‘piace’ e viene studiato volentieri, anche se la sua letteratura, fuori dall’Argentina, è nota solo in minima parte!. Spesso, tuttavia, la sua resa da parte di interpreti europei non è stilisticamente adeguata.
La prima opinione da correggere, diffusasi in Europa, è che il tango si suoni prevalentemente o esclusivamente con il bandoneón. In realtà questo esotico strumento di origine tedesca non viene affatto impiegato più di altri, mentre invece per ognuno degli strumenti ‘classici’ esiste una ricca letteratura e un repertorio di espedienti tecnici che fuori da Buenos Aires sono scarsamente noti.
Nel corso del seminario verranno proposti ascolti mirati, indispensabili per l’individuazione dei vari periodi stilistici del tango e per la presentazione di compositori, poeti e interpreti, dalla fine dell’Ottocento ad oggi.
Verranno effettuate analisi di partiture e di arrangiamenti di tango e per ogni singolo strumento e per il canto verranno illustrate le tecniche di esecuzione impiegate comunemente nel tango, ma in molti casi ‘inusuali’ nell’ambito della normale formazione accademica.
Verrà inoltre considerato l’aspetto della improvvisazione, in ambito sia melodico, sia armonico, sia onamentale.
Tutto ciò a vantaggio di un arricchimento culturale e personale del musicista, utilissimo dal punto di vista pratico, ma che in realtà si estende ben al di là dell’ambito professionale e musicale.
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